Calcolo canone concordato Torino

Conforme all'Accordo Territoriale del 6 dicembre 2022, aggiornato il 15 aprile 2024.

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Come si calcola il canone concordato a Torino

Il canone concordato a Torino si basa sull'accordo territoriale del 6 dicembre 2022, aggiornato il 15 aprile 2024, tuttora vigente. Per ogni immobile contano:

  • l'area (Centro, Semiperiferia, Periferia o Collina, più le zone di pregio), assegnata per via e numero civico;
  • la superficie;
  • le caratteristiche e le dotazioni dell'immobile;
  • il tipo di contratto: 3+2, transitorio o per studenti.

L'accordo fissa un intervallo di canone, con un minimo e un massimo: il canone si concorda dentro quei limiti.

Per avere la cedolare secca al 10% e l'IMU ridotta, il contratto deve avere l'attestazione (il timbro) di una delle associazioni di categoria che hanno firmato l'accordo. Deve essere un'associazione che ha firmato proprio questo accordo, quello su cui si basa il calcolo.

Domande frequenti sul canone concordato a Torino

Cos'è il canone concordato a Torino?

È un affitto a canone agevolato, detto anche convenzionato, concordato tra proprietario e inquilino entro i limiti dell'accordo territoriale del Comune di Torino del 6 dicembre 2022, aggiornato il 15 aprile 2024 e in vigore dal 1° maggio 2024. Dà accesso alla cedolare secca al 10%, a uno sconto sull'IMU e a imposte di registro ridotte.

Come si calcola il canone concordato a Torino?

L'accordo non fissa un importo unico ma un intervallo, con un canone minimo e uno massimo. L'intervallo dipende dall'area dell'indirizzo, dalla superficie, dalle caratteristiche dell'immobile e dal tipo di contratto. Dentro quei limiti il canone lo concordano proprietario e inquilino.

Quali sono le aree del canone concordato a Torino?

Le aree sono Centro, Semiperiferia, Periferia e Collina, più le zone di pregio. Ogni indirizzo è assegnato a un'area in base alla via e al numero civico, secondo l'elenco delle vie (lo stradario) allegato all'accordo: non contano il quartiere né la zona OMI, quella delle quotazioni immobiliari. Se una via ha tratti in aree diverse, decide il civico.

Quali contratti si fanno a canone concordato a Torino e quanto durano?

Sono previsti i contratti 3+2, 4+2, 5+2 e 6+2, che durano tre, quattro, cinque o sei anni più due di rinnovo. Il transitorio dura fino a 18 mesi. Il contratto per studenti universitari dura da 6 a 36 mesi.

A chi conviene il canone concordato a Torino?

Conviene a chi vuole pagare meno imposte sull'affitto. I contratti 3+2, 4+2, 5+2 e 6+2 sono adatti alle locazioni stabili; il contratto per studenti a chi affitta a universitari dell'Università di Torino o del Politecnico; il transitorio a chi affitta a lavoratori e professionisti per un periodo limitato.

Come funziona la cedolare secca per un contratto di locazione a canone concordato a Torino?

Con la cedolare secca si paga il 10% del canone annuo, al posto di IRPEF e addizionali; per i contratti a canone libero l'aliquota è il 21%. Il risparmio dipende dal reddito del proprietario: più è alta la sua aliquota IRPEF, più la cedolare conviene. Chi non la sceglie paga l'IRPEF con le riduzioni previste per questi contratti. Su un affitto di 900 € al mese si pagano 1.188 € di tasse in meno all'anno rispetto alla cedolare al 21%.

Quanto si paga di IMU con il canone concordato a Torino?

Con un contratto a canone concordato l'IMU si riduce del 25%: si paga il 75% dell'imposta calcolata con l'aliquota deliberata dal Comune.

Dove posso trovare le tabelle o un foglio Excel per calcolare il canone concordato a Torino?

Le tabelle fanno parte dell'accordo del 6 dicembre 2022, aggiornato il 15 aprile 2024. Da sole però non bastano, e lo stesso vale per un foglio Excel: serve sapere in quale area cade l'indirizzo, e a Torino dipende da via e numero civico.

Il risultato del calcolo ha valore legale?

No, è una stima: indica l'intervallo previsto dall'accordo per l'immobile. Per avere la cedolare secca e l'IMU ridotta il contratto deve avere l'attestazione di una delle associazioni di categoria che hanno firmato questo accordo, quello del 6 dicembre 2022 aggiornato il 15 aprile 2024. L'attestazione (il timbro) conferma che il canone rispetta l'accordo.