Calcolo canone concordato Roma
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Inserisci il codiceCome si calcola il canone concordato a Roma
Il canone concordato a Roma segue l'Accordo Territoriale e si determina in quattro passi.
- L'area di riferimento. Dall'indirizzo dell'immobile si risale all'area a cui l'accordo associa i valori di canone.
- La superficie convenzionale. Il calcolo non usa i metri quadri calpestabili ma la superficie convenzionale, che pondera anche le pertinenze come balconi, cantine e posti auto.
- La fascia A, B, C. I servizi essenziali e le dotazioni documentate, come ascensore, riscaldamento autonomo e classe energetica, collocano il canone in una delle tre fasce di oscillazione: A minima, B media, C massima.
- Il range di canone. Area, superficie convenzionale e fascia determinano l'intervallo ammesso. Il valore del contratto va poi certificato con l'attestazione di rispondenza di un'associazione firmataria dell'accordo.
Domande frequenti sul canone concordato a Roma
Cos'è il canone concordato a Roma?
È un canone agevolato pattuibile fra locatore e conduttore secondo l'Accordo Territoriale di Roma, in vigore dal 4 settembre 2023. Permette di accedere alla cedolare secca al 10%, a sconti IMU e a una tassazione ridotta sulle imposte di registro.
Quali tipologie di contratto rientrano?
L'Accordo Territoriale di Roma prevede il contratto agevolato 3+2, il transitorio e quello per studenti universitari. Il risultato in pagina riporta il canone del contratto agevolato 3+2.
Da cosa dipende il canone pattuibile?
La stima considera i dati dell'immobile e le caratteristiche richieste dall'Accordo Territoriale di Roma.
I risultati hanno valore legale?
No. Si tratta di una stima orientativa. Il canone effettivo va attestato da un'organizzazione firmataria dell'Accordo tramite Attestazione di Rispondenza.
Come si calcola l'importo di un affitto a canone concordato?
Si parte dall'area in cui si trova l'immobile, indicata dall'indirizzo, si calcola la superficie convenzionale includendo le pertinenze, si determina la fascia A/B/C dalle dotazioni e l'intervallo dell'area dà il range di canone. Il valore finale è quello certificato nell'attestazione di rispondenza.
Quali sono le fasce del canone concordato a Roma?
L'accordo prevede tre fasce di oscillazione: A per i valori minimi, B per la media e C per i massimi. Servizi essenziali e dotazioni documentate decidono la collocazione dell'immobile.
Dove posso trovare un foglio Excel gratuito per calcolare il canone concordato a Roma?
Un foglio Excel applica le regole generali ma non conosce l'area del tuo indirizzo né colloca l'immobile in fascia: servono i dati dell'area. Il calcolo online parte dall'indirizzo e restituisce il range corretto.
Quali sono le tabelle del canone concordato a Roma per il 2026?
Le tabelle vigenti sono quelle dell'accordo depositato nel 2023, pubblicate nella raccolta ufficiale di Roma Capitale: per il 2026 non risulta depositato un nuovo accordo. I valori della tua area si vedono sulla mappa e nel calcolatore.
Quali sono gli svantaggi del canone concordato?
Il canone non può superare il range dell'area, la durata è di 3 anni più 2 di rinnovo e per i vantaggi fiscali serve l'attestazione di un'associazione firmataria.
Come funziona la cedolare secca con il canone concordato a Roma?
Con la cedolare secca si paga il 10% del canone annuo, al posto di IRPEF e addizionali; per i contratti a canone libero l'aliquota è il 21%. In più l'IMU si riduce del 25%. Il risparmio dipende dal reddito del proprietario: più è alta la sua aliquota IRPEF, più la cedolare conviene. Su un affitto di 1.000 € al mese si pagano 1.320 € di tasse in meno all'anno rispetto alla cedolare al 21%.
Quali aree di Roma hanno i valori più alti?
I valori massimi più alti sono nelle aree centrali, come Centro Storico, Prati, Parioli e Trastevere. Nelle aree periferiche i valori sono più bassi. In ogni caso il canone resta dentro l'intervallo fissato dall'accordo per l'area dell'immobile.
A chi conviene il canone concordato a Roma?
Conviene a chi vuole pagare meno imposte sull'affitto. Il contratto 3+2 è pensato per le locazioni stabili, con tre anni di durata più due di rinnovo. Il transitorio è adatto a chi affitta a lavoratori e professionisti per un periodo limitato.