Calcolo canone concordato Napoli

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Come si calcola il canone concordato a Napoli

Il canone concordato a Napoli si basa sull'accordo territoriale del 29 aprile 2025. Per ogni immobile contano:

  • l'area, che a Napoli si ricava dalla sezione urbana e dal foglio catastale dell'indirizzo;
  • la superficie;
  • le caratteristiche e le dotazioni dell'immobile;
  • il tipo di contratto: 3+2, transitorio o per studenti.

L'accordo fissa un intervallo di canone, con un minimo e un massimo: il canone si concorda dentro quei limiti.

Per avere la cedolare secca al 10% e l'IMU ridotta, il contratto deve avere l'attestazione (il timbro) di una delle associazioni di categoria che hanno firmato l'accordo. Deve essere un'associazione che ha firmato proprio l'accordo del 29 aprile 2025, quello su cui si basa il calcolo.

Domande frequenti sul canone concordato a Napoli

Cos'è il canone concordato a Napoli?

È un affitto a canone agevolato, concordato tra proprietario e inquilino entro i limiti dell'accordo territoriale per il Comune di Napoli, sottoscritto il 29 aprile 2025 e depositato il 24 luglio 2025. Dà accesso alla cedolare secca al 10%, a uno sconto sull'IMU e a imposte di registro ridotte.

Come si calcola il canone concordato a Napoli?

L'accordo del 29 aprile 2025 non fissa un importo unico ma un intervallo, con un canone minimo e uno massimo. L'intervallo dipende dall'area, dalla superficie, dalle caratteristiche dell'immobile e dal tipo di contratto. Dentro quei limiti il canone lo concordano proprietario e inquilino.

Come si determina l'area del canone concordato a Napoli?

L'accordo divide Napoli in sette aree omogenee, dall'Area 1 all'Area 7. L'area dipende dalla sezione urbana e dal foglio del Catasto Fabbricati, entrambi riportati sulla visura catastale. Non contano il quartiere né la zona OMI, quella delle quotazioni immobiliari.

Quali contratti si fanno a canone concordato a Napoli e quanto durano?

Sono tre. Il contratto ordinario 3+2 dura tre anni più due di rinnovo e può avere anche le durate 4+2, 5+2 e 6+2. Il transitorio dura fino a 18 mesi. Il contratto per studenti universitari dura da 6 a 36 mesi.

A chi conviene il canone concordato a Napoli?

Conviene a chi vuole pagare meno imposte sull'affitto. I contratti 3+2, 4+2, 5+2 e 6+2 sono adatti alle locazioni stabili; il contratto per studenti a chi affitta a universitari della Federico II, della Parthenope o dell'Orientale; il transitorio a chi affitta a lavoratori e professionisti per un periodo limitato.

Come funziona la cedolare secca per un contratto a canone concordato a Napoli?

Con la cedolare secca si paga il 10% del canone annuo, al posto di IRPEF e addizionali; per i contratti a canone libero l'aliquota è il 21%. Chi non la sceglie dichiara il canone nel reddito e paga l'IRPEF con le riduzioni previste per questi contratti. Il risparmio cresce con l'aliquota IRPEF del proprietario. Su un affitto di 900 € al mese si pagano 1.188 € di tasse in meno all'anno rispetto alla cedolare al 21%.

Quanto si paga di IMU con il canone concordato a Napoli?

Con un contratto a canone concordato l'IMU si riduce del 25%: si paga il 75% dell'imposta calcolata con l'aliquota deliberata dal Comune.

Dove posso trovare la tabella o un foglio Excel per calcolare il canone concordato a Napoli?

Le tabelle fanno parte dell'accordo del 29 aprile 2025. Da sole però non bastano, e lo stesso vale per un foglio Excel: serve sapere in quale area cade l'indirizzo, e a Napoli l'area dipende da sezione urbana e foglio catastale.

Il risultato del calcolo ha valore legale?

No, è una stima: indica l'intervallo previsto dall'accordo per l'immobile. Per avere la cedolare secca e l'IMU ridotta il contratto deve avere l'attestazione di una delle associazioni di categoria che hanno firmato l'accordo del 29 aprile 2025. L'attestazione (il timbro) conferma che il canone rispetta l'accordo.