Scatola di cartone chiusa su un letto, con due valigie appoggiate dietro

Quanto dura un contratto transitorio?

Un contratto transitorio dura al massimo 18 mesi, come stabilisce il decreto del 16 gennaio 2017 (articolo 2). Alla scadenza il contratto finisce da solo, senza disdetta (allegato B del decreto, articolo 1).

Il proprietario non può chiuderlo prima della scadenza. L'inquilino può farlo per gravi motivi, con una raccomandata e con il preavviso scritto nel contratto (guida affitti dell'Agenzia delle Entrate).

Per quali motivi si può fare un contratto transitorio?

Serve un motivo temporaneo, del proprietario o dell'inquilino, tra quelli previsti dall'accordo territoriale della città. Il decreto del 16 gennaio 2017 cita il lavoro fuori sede (mobilità lavorativa), lo studio, l'apprendistato, la formazione professionale, l'aggiornamento e la ricerca di un lavoro.

La guida affitti dell'Agenzia delle Entrate fa questi esempi per il proprietario:

  • vendita futura della casa;
  • uso della casa per sé o per un familiare;
  • lavori di ristrutturazione già preventivati.

Per l'inquilino fa questi esempi:

  • lavoro;
  • assistenza a un familiare;
  • una casa comprata, assegnata o presa in affitto che si libera entro la durata del contratto;
  • ristrutturazione della propria casa.

Scrivi il motivo nel contratto. Se il contratto dura più di 30 giorni, allega un documento che lo prova (decreto del 16 gennaio 2017, articolo 2).

Se il motivo non è tra quelli dell'accordo o è difficile da documentare, il contratto si fa con il supporto delle associazioni di proprietari e inquilini che hanno firmato l'accordo. Il contratto si scrive sul modello tipo del decreto (allegato B) o su quello dell'accordo.

Quanto puoi chiedere di affitto con un transitorio?

Nei Comuni con più di 10.000 abitanti il canone sta tra il minimo e il massimo dell'accordo territoriale (decreto del 16 gennaio 2017, articolo 2). Per il transitorio l'accordo può prevedere valori più alti o più bassi, fino al 20%. Il canone è libero per i contratti fino a 30 giorni e nei Comuni fino a 10.000 abitanti.

Gli accordi territoriali di Roma, Milano, Torino, Firenze, Bologna e Napoli sono tuttora vigenti:

I calcolatori di Milano, Torino, Firenze, Bologna e Napoli restituiscono anche il canone del transitorio. Il calcolatore di Roma restituisce il canone del 3+2.

Cosa succede se il contratto transitorio non rispetta le regole?

Se il contratto non rispetta durata, canone, motivo o documento allegato, diventa un contratto di 4 anni più 4 (decreto del 16 gennaio 2017, articolo 2). La clausola con un canone più alto di quello dell'accordo è nulla e l'inquilino può chiedere indietro la differenza (guida affitti dell'Agenzia delle Entrate).

Se il proprietario riprende la casa dichiarando di volerla usare in un modo preciso, ma entro 6 mesi non la usa così senza giustificato motivo, l'inquilino può chiedere di tornare nel contratto oppure un risarcimento di 36 mensilità dell'ultimo canone (allegato B del decreto, articolo 3).

Quali tasse si pagano su un contratto transitorio?

Se scegli la cedolare secca, paghi il 21% sul canone libero e il 10% sul canone concordato (decreto legislativo 23 del 2011, articolo 3). Il 10% vale anche per il transitorio a canone concordato nei Comuni ad alta tensione abitativa. Roma, Milano, Torino, Firenze, Bologna e Napoli sono tra questi (Agenzia delle Entrate, circolare 8/E del 2017).

Se paghi l'IRPEF invece della cedolare, per il transitorio non hai lo sconto del 30% sul reddito imponibile previsto per il canone concordato (legge 431 del 1998, articolo 8). Lo sconto vale per il 3+2 e per i contratti per studenti universitari.

Anche per il transitorio a canone concordato l'IMU è ridotta al 75% (legge 160 del 2019).

Che differenza c'è tra transitorio, 3+2 e 4+4?

Il transitorio dura al massimo 18 mesi e vuole un motivo scritto nel contratto. Il 3+2 dura 3 anni più 2, con il canone tra minimo e massimo dell'accordo. Il 4+4 dura 4 anni più 4, con il canone libero.

Transitorio, 3+2 e 4+4: durata, canone, scadenza e cedolare secca (decreto del 16 gennaio 2017, legge 431 del 1998, decreto legislativo 23 del 2011).
Transitorio Canone concordato 3+2 Canone libero 4+4
Durata Al massimo 18 mesi 3 anni più 2 4 anni più 4
Canone Tra minimo e massimo dell'accordo nei Comuni con più di 10.000 abitanti, libero fino a 30 giorni Tra minimo e massimo dell'accordo Libero
Alla scadenza Finisce da solo, senza disdetta Rinnovo di 2 anni Rinnovo di 4 anni
Cedolare secca 10% se il canone segue l'accordo, nelle città ad alta tensione abitativa 10% nelle città ad alta tensione abitativa 21%

Per gli studenti universitari fuori sede c'è un contratto apposito, da 6 mesi a 3 anni (decreto del 16 gennaio 2017, articolo 3).

Domande frequenti sul contratto transitorio

Il contratto transitorio va registrato?

Sì, entro 30 giorni dalla firma o dalla decorrenza, se anteriore. Non c'è obbligo di registrazione per i contratti che non superano 30 giorni nell'anno con lo stesso inquilino (Agenzia delle Entrate, 2026).

Si può affittare una stanza con un contratto transitorio?

Sì. Il contratto tipo del decreto prevede anche l'affitto di una parte della casa, per esempio una stanza, con le regole d'uso degli spazi scritte nel contratto (allegato B del decreto del 16 gennaio 2017).

Serve l'attestazione per il contratto transitorio?

Sì, se firmi senza l'assistenza delle associazioni di proprietari e inquilini che hanno firmato l'accordo. In quel caso serve l'attestazione di una di queste associazioni. Senza attestazione non hai le agevolazioni fiscali (decreto del 16 gennaio 2017, articolo 2; Agenzia delle Entrate, risoluzione 31/E del 2018).