La cedolare si paga ogni anno sul canone di quell'anno: se firmi adesso un contratto a canone concordato, per quest'anno paghi il 10% e poi passi automaticamente al 5%, o all'1% se l'inquilino ha fino a 35 anni.
Cosa ha annunciato il governo?
Il 28 ottobre 2026 il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge di bilancio per il 2027 e, nella conferenza stampa che è seguita, Giorgia Meloni ha annunciato che «sugli affitti a canone concordato, l'aliquota della cedolare secca scende dal 10% al 5%, ma per chi affitta a canone concordato a un giovane fino a 35 anni la cedolare secca è all'1%».
La presidente del Consiglio ha legato la misura al Piano Casa e ne ha spiegato lo scopo: al proprietario «converrà molto affittare a canone calmierato a un giovane», invece di chiedere il prezzo di mercato, lasciare la casa sfitta o affittarla in nero.
Il 5% e l'1% valgono già?
No: al 28 ottobre il governo non ha pubblicato il testo del disegno di legge, che deve ancora essere esaminato dalla Camera e dal Senato, dove può cambiare, e che va approvato entro il 31 dicembre. Fino a una legge nuova la cedolare secca sul canone concordato resta al 10% nei Comuni dove spetta oggi.
Il testo dirà in quali Comuni si applicano le nuove aliquote e come si conta l'età dell'inquilino.
Quanto rende il concordato rispetto al 4+4?
Su un canone di 1.200 € al mese il concordato con la cedolare al 10% lascia 1.584 € l'anno in più del 4+4 al 21%, che diventerebbero 2.304 € con il 5% e 2.880 € con l'1%.
La cedolare secca sugli affitti lunghi si calcola sul canone annuo: secondo la scheda dell'Agenzia delle Entrate aggiornata al 29 maggio 2026 l'aliquota è del 21%, ridotta al 10% per i contratti a canone concordato nelle grandi città (Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Venezia), nei Comuni confinanti, negli altri capoluoghi di provincia e negli altri Comuni ad alta tensione abitativa.
| Netto annuo con 1.200 € al mese | In più rispetto al 4+4 | Canone mensile che rende quanto il 4+4 | |
|---|---|---|---|
| Libero 4+4, cedolare al 21% (in vigore) | 11.376 € | — | 1.200 € |
| Concordato 3+2, cedolare al 10% (in vigore) | 12.960 € | 1.584 € | 1.053 € |
| Concordato 3+2, cedolare al 5% (annunciata) | 13.680 € | 2.304 € | 998 € |
| Concordato 3+2 con un inquilino fino a 35 anni, cedolare all'1% (annunciata) | 14.256 € | 2.880 € | 958 € |
Il canone concordato, però, rientra tra il valore minimo e il valore massimo che l'accordo territoriale del Comune fissa per ogni area (decreto del 16 gennaio 2017), quindi il confronto con il canone libero si fa sul canone concordato del tuo indirizzo.
Sul concordato, inoltre, l'IMU calcolata con l'aliquota del Comune è ridotta al 75% (legge 160 del 2019, articolo 1, comma 760).
Cosa puoi fare adesso se affitti una casa?
Se la casa si trova in un Comune con la cedolare al 10% puoi già affittarla a canone concordato con la cedolare al 10%, ma se firmi il contratto senza l'assistenza delle associazioni di proprietari e inquilini ti serve l'attestazione di un'associazione che ha firmato l'accordo territoriale: per l'Agenzia delle Entrate (risoluzione 31/E del 20 aprile 2018) è necessaria per avere l'aliquota ridotta.
Se hai già un contratto a canone concordato tassato con l'Irpef, secondo l'Agenzia delle Entrate puoi scegliere la cedolare anche negli anni successivi alla registrazione, senza riavere l'imposta di registro e il bollo già pagati, e passare così al 5% o all'1%.
Domande frequenti sulla cedolare al 5%
Con la cedolare secca posso aggiornare il canone all'Istat?
No: secondo l'Agenzia delle Entrate chi sceglie la cedolare rinuncia, per tutta la durata della scelta, a chiedere l'aggiornamento del canone, anche quello all'indice Istat previsto nel contratto.
Chi può scegliere la cedolare secca?
Il proprietario, o chi ha un diritto come l'usufrutto, che affitta una casa come privato e non per la sua impresa o professione; secondo l'Agenzia delle Entrate non si può scegliere se l'inquilino prende la casa per la sua impresa o il suo lavoro autonomo.